I bambini e il Regno dei Cieli

I bambini e il Regno dei Cieli

La fiducia e la purezza del cuore

«Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
(Dalla liturgia)

Secondo il modo di pensare ordinario, era normale che gli apostoli sgridassero i bambini. Gesù però rimprovera a sua volta gli apostoli. Essi infatti non riprendevano i bambini perché questi erano maleducati (in questo caso sarebbe stato corretto farlo), ma solo perché non era considerato giusto che i bambini importunassero un Rabbì.

Gesù ne approfitta per ricordare che, per entrare nel regno dei cieli è necessario fare come fanno i bambini. I bambini, parlando in generale, non sono particolarmente buoni o generosi. Lo sappiamo bene.

Quello che hanno i bambini è che generalmente di un adulto si fidano. Per questo Gesù li porta ad esempio, perché é questo il modo giusto di rapportarsi a Dio: fidarsi di Lui, ascoltare la sua parola e metterla in pratica.

Quando invece pensiamo di fare di testa nostra, quando ci illudiamo di essere «cattolici adulti» in realtà ci stiamo solo creando una religione che soddisfa i nostri comodi, stiamo inventando un «dio» che non esiste, e che quindi non ci può né aiutare in questa vita, né salvarci per la vita eterna.

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