La guarigione della suocera di Pietro
I doni di Dio vanno spesi per il servizio ai fratelli
«La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva».
(Dalla liturgia).
Gesù libera una donna dalla febbre. Non ci sembra una gran cosa, al giorno d’oggi, ma ricordiamo che a quei tempi una febbre poteva facilmente condurre alla morte. Ma per noi è interessante approfondire un poco l’aspetto spirituale di questa pagina.
Gesù prende per mano la donna e la fa alzare. Il verbo «alzare», (nell’originale greco «egherein») è lo stesso verbo che indica la resurrezione. La suocera di Simone, liberata dalla malattia (come Lazzaro che a suo tempo verrà liberato dalla morte), diventa un esempio del vero incontro con il Signore. Vive, in piccolo e in anticipo, l’esperienza della salvezza. Gesù la libera dal male e la restituisce alla pienezza della vita.
La vicinanza del Signore e la sua premura per lei le fanno inoltre capire che il modo giusto per rapportarsi con Dio e i fratelli è il servizio, e per questo la donna non perde tempo: una volta guarita si mette subito con semplicità a servirli.
L’incontro con il Signore libera questa donna dal male, ma contemporaneamente le fa capire che i doni che il Signore ci fa non sono solo per noi, ma sono fatti perché li mettiamo a disposizione di tutti.
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