E venne un uomo, il suo nome era Giovanni

E venne un uomo, il suo nome era Giovanni

Chi era il Battista?

La domanda nel sottotitolo può apparire banale. Chiediamoci però quanto comunemente sia noto di Giovanni il Battista.

La maggior parte dei credenti è al corrente che si tratta del cugino di Gesù, colui che era nel ventre della madre Elisabetta, moglie di Zaccaria quando Maria Santissima andò a trovarla. Non abbiamo però notizie circa la specifica parentela tra le due donne. Non figura in nessuna parte delle Scritture che Elisabetta o Zaccaria siano parenti con Giuseppe. L’unica indicazione è che le due donne erano “cugine”, termine usato in aramaico per definire una parentela che va dal fratello fino a gradi più lontani di appartenenza ad un clan familiare. Gli Ortodossi credono invece, su basi extra evangeliche (deduzioni tratte da scritti apocrifi e da testi di storici antichi come Sant’Ippolito e Niceforo Callisto) che la madre di Maria Santissima, Anna, e la madre di Elisabetta, Sobe (o Ismerìa o Esmerìa), fossero sorelle.

Giovanni era dunque parente con Gesù, ma non possiamo essere certi che fosse suo cugino, nel senso che intendiamo oggi.

Egli era però qualcosa di più di un semplice parente. I Vangeli testimoniano la grande vicinanza di spirito tra lui e Gesù. Non a caso in lingua ebraica l’appellativo con cui viene definito il suo nome in ebraico è יוחנן המטביל‎, Yohanan Hamathvil, ovvero Giovanni il Precursore, che in greco è Ιωάννης ο Πρόδρομος, Ioannes o Prodromos.

Giovanni nacque dunque da Zaccaria e Elisabetta, parenti di Maria, e la sua concezione avvenne in età molto matura dei due coniugi, e da un ventre che si credeva sterile, esattamente come avvenne per Isacco.

I segni miracolosi legati alla nascita di Giovanni non si limitano però a questo. Fu l’angelo Gabriele ad annunciare la futura nascita, ma a differenza di Maria, alla quale fu diretto l’annuncio, ad essere informato fu Zaccaria. La seconda a ricevere questa notizia fu Maria Santissima in occasione della Annunciazione.

Zaccaria era Sacerdote della stirpe di Abìa, e appartenente alla tribù di Levi. Quando ricevette l’annuncio da Gabriele, e appreso che il figlio sarebbe stato equiparato a Elia, dubitò, soprattutto a causa dell’età avanzata di Elisabetta e le sue condizioni di sterilità. Per questo motivo Gabriele lo rese muto. La parola tornò sulla bocca di Zaccaria quando egli acconsentì che il nome del figlio fosse Giovanni, dopo averlo scritto su una tavoletta.

Giovanni ci viene descritto dai Vangeli come un “tipo” originale. Figlio del Sommo Sacerdote, rinunciò a seguire le orme paterne e si ritirò nel deserto per predicare l’avvento imminente del Messìa.

La sua risolutezza, l’austerità e la rigidità dei suoi costumi, ma soprattutto l’efficacia del suo messaggio, lo resero famoso in tutta la Palestina. Molti si recavano da lui per essere purificati nell’acqua del Giordano attraverso il Battesimo (da qui l’appellativo Battista = battezzatore).

Questo rito ha fatto sorgere non pochi equivoci anche in tempi recenti, associando la pratica del Battesimo all’usanza essena di purificazione, che invece differisce enormemente, non essendo una semplice abluzione, ma un preciso impegno di conversione.

Giovanni si vestiva di tela di un sacco e si nutriva solo di bacche, insetti e miele selvatico. La sua predicazione non riguardava esclusivamente la venuta di Gesù, ma anche l’adeguamento dello spirito e del comportamento alla coerenza con la legge di Dio.

Per questo motivo si schierò apertamente e in modo verbale molto violento nei confronti di Erode Antipa, il quale aveva sposato Erodiade, moglie del suo fratello ancora in vita, e conviveva con lei a Gerusalemme.

Erodiade, preoccupata della diffusione della sua immagine di peccatrice, istruì la figlia di primo letto, Salomè, avvenente e abile ballerina, a circuire Erode. Durante una festa, la danza di salomè fu così ammiccante nei confronti di Erode che questi promise dinnanzi a tutti di darle tutto ciò che avrebbe chiesto. Salomè chiese la testa di Giovanni il Battista.

Nonostante Erode fosse in qualche modo ammirato della figura del Battista, lo fece arrestare e infine decapitare.

La funzione di Giovanni è associata al nome del profeta Elìa. Il Messìa è atteso dagli Ebrei preceduto da un profeta come Elìa o da Elìa stesso, che per la tradizione non sarebbe morto, ma assunto in cielo. Ma al di là di queste considerazione è innegabile l’importanza che Giovanni ha avuto in qualità di precursore, ovvero di colui, come cita il Vangelo di Matteo, «che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!»

Gabriele lo assimilò a Elìa per i doni ricevuti (Spirito Santo e forza) e, con Luca (Lc 1.15,16), riconobbe la missione concentrata sulle Tribù d’Israele. Gesù lo definì come “il più grande tra i nati di donna”.

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