La vicinanza del Regno dei cieli non è temporale ma anche spaziale

La vicinanza del Regno dei cieli non è temporale ma anche spaziale

Avere Gesù nel cuore è vicinanza col Regno che è già qui

«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
(Dalla liturgia).

Queste parole di Gesù non vogliono farci intendere che la fine del mondo sia prossima. Ci fanno invece capire che, con la sua venuta, è iniziata una nuova era nella storia dell’uomo.

Gesù può dire che il regno dei cieli è vicino perché, con la sua incarnazione prima e con la sua morte e risurrezione poi, ci ha riconquistato l’amicizia con Dio, quell’amicizia che il peccato originale e i peccati personali hanno rovinato.

Ritrovare l’amicizia con Dio ci permette di riappropriarci della nostra vita, di vivere pienamente i giorni che ci sono dati su questa terra e di poter godere della eterna beatitudine del Paradiso. Per questo il Signore ci chiede di convertirci, di vivere cioè cercando (con il suo aiuto) di piacere a Dio facendo la sua volontà.

Non è uno sforzo fine a se stesso, qualcosa che è giusto fare ma che non ci da alcun vantaggio. Il beneficio c’è: una vita in pace, con la gioia di Dio nel cuore, la capacità di affrontare le difficoltà e i dolori con meno ansia e angoscia, e soprattutto la felicità eterna.

Share this content:

Commento all'articolo