L’assurdo tentativo di ridurre Gesù entro i nostri limiti
Vero Dio e Vero uomo
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
(Dalla liturgia)
Gesù insegna con autorità, opera miracoli, una folla numerosa comincia a seguirlo. La sua attività è molto intensa, tanto che non riesce neppure a prendere cibo. Allora arrivano i «suoi», parenti, amici, persone vicine, che si sentivano coinvolte e responsabili della sua vita. Queste persone non capiscono la dedizione che Gesù metteva nella sua attività, vorrebbero che operasse secondo i loro criteri, il loro buon senso. Infatti danno un giudizio molto duro di Lui («è fuori di sé!»). Sembrano dire: «va bene operare per Dio, va bene far del bene alle altre persone, ma c’è un limite!».
Queste persone vogliono rinchiudere il messaggio e l’attività di Gesù nei limiti angusti del loro piccolo buonsenso, e così facendo non arrivano a capire nulla di Lui.
Anche noi spesso facciamo la stessa cosa, quando cerchiamo di ridurre gli insegnamenti del Signore al nostro modo di ragionare, tutto umano. E allora perdiamo la forza trasformante del suo messaggio.
Non riduciamo Dio al nostro buonsenso! Non capiremmo nulla di Lui e la sua parola non avrebbe alcun effetto benefico sulla nostra vita. Non dimentichiamo che, come dice il profeta Isaia (Is 5,8) «i miei pensieri non sono i vostri pensieri e le mie vie non sono le vostre vie».
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